mercoledì 28 marzo 2007

Legalità

Tutto nasce da un testo apparentemente innocuo, On denoting di Russell, ma nel corso della solita discussione virtuale i toni si accendono: si tirano in ballo Totò, Mr. Bean, l'esistenza del vuoto fino agli insulti personali. Finalmente un pò di brio, anche se il moderatore ha chiesto di placare gli animi, visto che non siamo in tv.
Se fosse legale pubblicherei volentieri risposte e controrisposte.

martedì 27 marzo 2007

Posta

Sono appena arrivata a casa e nella casella della posta ho trovato (io che non ricevo mai posta) un volantino che dice: "La invitiamo a ricordare il più grande uomo che sia mai esistito". E sotto: "Chi è questo grande uomo?", "Perché è così importante ricordarlo?". Ci penserò appena mi metterò a letto. Buonanotte.

giovedì 22 marzo 2007

Vantaggio di non essere figlio unico

Nel 2000, anno in cui ho preso la Kuki, ho scoperto pure un nuovo tipo di bene. L'affetto che si prova per un nipote è la somma di diversi sentimenti, il cui risultato è sorprendente.
C'è l'inclinazione naturale al bene nei confronti di un bambino, più il bene emozionale nel riconoscere in quello specifico bambino anche una piccola parte di se stessi, più il bene riflesso del bene che altre persone (a cui si vuol bene) provano per quel bambino.

martedì 13 marzo 2007

Cancellazione

Aperto il pacchetto appare una pen drive, la chiave della memoria o la penna salvifica (nel senso che salva il tuo lavoro). Mi viene in mente, immediatamente, un aneddoto di Maurizio Ferraris su Jacques Derrida: ossessionato dalla mania del salvataggio, vide quasi cambiata la sua vita con la scoperta del floppy.
Penso pure che a me capita esattamente l'opposto, ovvero la tendenza a cancellare tutto subito con conseguente svuotamento del cestino. Lo spazio virtuale sempre spazio è, e l'accumulazione non mi è mai piaciuta.

lunedì 26 febbraio 2007

David

La visione di Inland Empire scatena tre strani eventi:
1- si parla di abbandono di sala cinematografica: l’ho fatto solo una volta durante la proiezione de La storia infinita 2, mio unico e alquanto mesto tentativo di entrare nel mondo del fantasy;
2- il 18 stenta a portarmi a casa: mi regolo di conseguenza e decido di rimanere nonostante tutti i personaggi che ci sono sopra scendano prima del dovuto;
3- capisco che è ora di cambiare lo stile da bordello francese anni ’50 di camera mia: la luce arancione, il tappeto rosso e l’ingrandimento dei miei piedi sul muro non mi aiutano a prendere sonno.

domenica 11 febbraio 2007

Pagina 116


«Erano ossa e basta, ossa dentro una bara, ma le loro ossa erano le sue ossa, e lui andò a mettersi più vicino a quelle ossa che poteva, come se la vicinanza potesse unirlo a loro e mitigare l’isolamento scaturito dalla perdita del futuro e ricollegarlo a tutto quello che se n’era andato. Per i novanta minuti successivi quelle ossa furono la cosa che contava di più. Furono l’unica cosa che contava, nonostante l’influenza dell’ambiente degradato dove sorgeva quel cimitero abbandonato. Una volta riunito a quelle ossa, non poteva più lasciarle, non poteva non parlare con loro, non poteva che ascoltare quello che dicevano. Tra lui e quelle ossa c’era un rapporto molto stretto, molto più stretto di quello che esisteva tra lui e le ossa non ancora sepolte. La carne si dilegua, ma le ossa durano. Le ossa erano l’unico conforto che esistesse per uno che non credeva nell’aldilà e sapeva con certezza che Dio era un’invenzione e che questa era l’unica vita che avrebbe mai avuto».
Philip Roth, Everyman, Einaudi, Torino 2007.

sabato 10 febbraio 2007

This is my dog


Una delle qualità che più apprezzo nei cani è la loro funzionalità. Il cane nasce con innate capacità di saper fare qualcosa, non fosse altro che compagnia.
Presi con me la Kuki nel 2000, al canile di Modena, e mi dissero che era un cane da cinghiale. A casa mia i cinghiali arrivano solo in determinati periodi dell’anno, eppure ogni sera, puntualmente, la Kuki esce, corre verso il campo e abbaia, spostandosi con movimenti veloci da destra a sinistra, verso immaginari branchi di cinghiali. Esempio di quando l’istinto è anche immaginazione.

mercoledì 7 febbraio 2007

Conguaglio

Operazione di pareggiamento tra la parte mancante e la parte eccedente rispetto a una determinata somma dovuta (voce "conguaglio", De Mauro Paravia). Ora lo so.
Sapere cosa voglion dire le parole ti permettere di decidere se utilizzarle o meno nella tua vita. E io non voglio pronunciare mai più la parola "conguaglio".

mercoledì 31 gennaio 2007

Sandali

Da come si comporta la gente ai concerti si capiscono molte cose. Prima fra tutte in che città ti trovi.
Che non è una gran scoperta se fai parte del pubblico, ma può aiutare l'artista che si esibisce.
Carmen Consoli, comunque, ieri sera aveva fantastici sandali, di velluto, credo, viola scuro, con un tacco alto e abbastanza sottile per quel modello. Bellissimi.

domenica 7 gennaio 2007

Lettera a...

Non so se la mia mania di entrare in contatto con figure quanto meno improbabili (da piccola la Barbie e più di recente i fratelli Carli) abbia radici più profonde del semplice non aver nulla di meglio da fare.
Sta di fatto che il signor Grippaudo (quello dell'orario ferroviario) non mi ha ancora risposto; aspetto fiduciosa e confermo che il catalogo ha una nuova veste grafica che mi piace molto!

mercoledì 27 dicembre 2006

Macbook

Il problema di possedere qualcosa sta nel fatto di non dover abituarsi troppo in fretta a ciò che si possiede. Si può ovviare a questo inconveniente in due modi:
1) si parte già consapevoli che la cosa di cui entremo in possesso non è in assoluto la migliore. Presto ce ne sarà un'altra più bella e funzionale alle nostre esigenze. Ma già lo sapevamo;
2) ci si assume una buona buona dose di senso di responsabilità e si impara a non guardarsi troppo attorno.
In ogni caso, acquistare. Altrimenti si finisce con il possedere nulla.

sabato 16 dicembre 2006

Pubblicità

Visto che compare anche il mio nome tra le persone che hanno collaborato e visto che davvero vi ho collaborato, segnalo qui il nuovo numero di Maltese Narrazioni (3/2006) che mi è arrivato fresco fresco stamattina dalle mani del postino e poi da quelle di mio papà.
Non so se influenzata dal tema (cibo e affini) e dal titolo (MangiaMaltese), ma la rivista odorava di fritto.
La copertina in compenso è molto chic, tutta nera e rosa.

mercoledì 6 dicembre 2006

Sermig

Nel mio tentativo di scoprire nuove zone di Torino, accompagnata rigorosamente da non-torinesi, mi affaccio sul Sermig, l'Arsenale della pace.
Una ex fabbrica d'armi in disuso ora trasformata in un "monastero metropolitano".
Così dice il sito.
Il Sermig è bello, grande, spazioso.
Ma dove li prenderanno i soldi?

giovedì 2 novembre 2006

Martin

In riferimento al post precedente, e sempre che vogliate trovarci un riferimento, penso che The departed, che ho visto sabato sera, non reggerebbe – anzi forse non sarebbe mai stato neppure pensato – senza i cellulari.
Come il lievito magico ha dato una vita e un nome all’ormai nominato Herman, così il telefonino ha messo su questo gran bel film. Perché è un gran bel film.

giovedì 12 ottobre 2006

Ontologia della torta

La maggior parte delle cose presenti in casa di Sonia ha un nome. La scorsa settimana, infatti, sono stata invitata a mangiare Herman, un dolce preparato con uno speciale lievito che necessita, una volta miscelato all'acqua, di ben dieci giorni di riposo prima di unirsi all'impasto.
Herman, in quanto dolce, non solo c'è ma vive!
Nuovi traguardi ontologici...

domenica 8 ottobre 2006

Genius

Ieri ho scoperto che tornerà in televisione una versione-famosi di Genius, il mio ex programma televisivo preferito (ex perché ora non c'è più). Credo che si perderà lo scopo principale del gioco in questo modo: veder trattare con sufficienza dei bambini in tv, da Mike Bongiorno poi, aveva un risvolto scorretto e divertente che difficilmente si ripeterà con gli adulti famosi.
Staremo a vedere.

domenica 1 ottobre 2006

La casa dello studente

Nonostante la volontà, non sono riuscita a scrivere un post prima che finisse settembre.
Nonostante gli sforzi, il mio appartamento torinese non riesce a prendere le sembianze di una vera casa. Mi chiedo il perché e decido di procedere con ordine.
Sarà il televisore il vero problema?

giovedì 31 agosto 2006

Il figlio dell'ispettore Derrik


Non so se Stephan Derrik abbia mai avuto un figlio, nella serie televisiva intendo. Posso però dire di conoscere una persona che potrebbe tranquillamente spacciarsi per il figlio dell'ispettore senza passare per matto.
Ogni volta che mi trovo insieme a Dderrik (con la doppia d, sì), tutto - colori, conversazioni, gesti, ambienti - assume i toni e i contorni di un telefilm tedesco. Un vero spasso.

lunedì 28 agosto 2006

Come Inge Feltrinelli

Oggi è successa una cosa ingiuriosa.
Nel rinnovo della mia carta d'identità, si è palesato il problema della professione. Cosa faccio io nella vita? Bella questione: la studentessa, ormai, fa ridere, non ci crede più nessuno; di mettere disoccupata non me la sono sentita (è un pò come tirarsela addosso la sfiga); libero professionista non esiste più, c'è bisogno di settorializzare(?) mi dice la signorina dell'anagrafe.
Settorializziamo.
Propongo, con estrema cautela, editor. Dal computer compare una lista dei mestieri segnalati dal catasto; sembra esserci anche l'editor.
Foto tessera firma stampa ecco la mia nuova identità.
Da oggi sono... un'editrice!
Credo che presto perderò il mio documento e mi riproporrò come in cerca di prima occupazione.
Due brevi postille:
1. Bentornata Cristiana. Dalla casa di Hilde mi sposterò nella dimora torinese, a breve.
2. Ho scoperto che il mio blog viene letto da più gente di quanta credessi. Svelatevi!

sabato 15 luglio 2006

Mala comprensione

Giusto un anno fa andavo a trovare Fabrizia a Modena, tre giorni. Mandai una mail generica a tutti i cc della mia rubrica dicendo che sarei partita, di non inviarmi file pesanti. Visto che era in ballo una mia possibile partenza definitiva per Barcellona, ricevetti risposte cui in seguito fu difficile dare spiegazioni: un amico dichiarò sentimenti per me, altri dispiaciuti che sarei andata via per sempre, altri già pronti per la cena d'addio, altri mi scrissero che finalmente avevo preso una decisione sensata.
Tutto ciò per dire che domani parto, ma solo per una ventina di giorni, verso i lidi sardi. Non vi preoccupate quindi.