Vita da ufficio
Alla fine ho solo fatto una doccia.
Bisogna avere la stoffa per diventare dei freddi serial-killer come Bateman e magari uno scenario anni Ottanta senza ombra di crisi economiche.
Le motivazioni, invece, contano poco.
Pubblicato da
cristianaeffe
alle
21:41
1 commenti
Pubblicato da
cristianaeffe
alle
18:28
1 commenti
Pubblicato da
cristianaeffe
alle
11:45
1 commenti
Pubblicato da
cristianaeffe
alle
15:36
2
commenti
Pubblicato da
cristianaeffe
alle
16:27
2
commenti
Pubblicato da
cristianaeffe
alle
15:29
0
commenti
Non posso non scrivere almeno una breve annotazione sullo spettacolo cui ho assistito venerdì scorso.
Pubblicato da
cristianaeffe
alle
11:29
3
commenti
Pubblicato da
cristianaeffe
alle
12:13
2
commenti
Pubblicato da
cristianaeffe
alle
11:55
2
commenti
Leggo Mia sorella è una foca monaca di Christian Frascella, per Fazi, e rimango colpita da questo esordio narrativo.
La lettura è quella pomeridiana da divano Chateau d’Ax, con tanto di lascito delle ultime trenta pagine per la sera.
Penso: il mondo non ha bisogno di eroi, per sua grazia, e nemmeno dei cellulari. E questo l’autore lo mette bene in chiaro.
All’inizio della lettura, infatti, non capivo la smilza contestualizzazione temporale al 1989: un breve accenno alla caduta del Muro e poi basta. Se il protagonista parla come mio cugino che ha 16 anni nel 2009, perché ambientare la narrazione vent’anni prima? In fondo, il reparto gastronomia al supermercato c’è ancora oggi, così come chi si mette la foto di Mussolini sul desktop del computer.
Forse la ragione è che i cellulari non esistevano ancora?
Se lui, la Foca, il Capo, Chiara e tutti gli altri avessero avuto un telefonino in tasca o in borsa, il romanzo sarebbe stato senza dubbio più scialbo. Questo è un dato di fatto.
Per un diciassettenne con la testa di un diciassettenne e presunti poteri di fascinazione sul mondo, il vero eroismo è cercare il numero di telefono di Chiara, chiamare in piena notte e sperare che non siano i genitori a rispondere. Con un sms sarebbe stato tutto più facile, ma anche meno divertente, pungente e amaro.
Così ho trovato questo libro: divertente pungente amaro.
Poi ci sarebbe tanto altro da dire (sistema dei personaggi, dialoghi e stile), ma i miei post son brevi per partito preso. Complimenti all’autore, in ogni caso.
Pubblicato da
cristianaeffe
alle
18:27
0
commenti
Pubblicato da
cristianaeffe
alle
17:05
0
commenti
Pubblicato da
cristianaeffe
alle
17:29
9
commenti
Pubblicato da
cristianaeffe
alle
14:50
2
commenti
Pubblicato da
cristianaeffe
alle
17:29
2
commenti
Nel 2006, nella bella Turin, si tenne la prima edizione del Festival Torino Poesia, che ancora oggi trascina con sé parecchie iniziative interessanti, tra cui le pubblicazioni delle Edizioni Torino Poesia.
Se la gente (e uso la parola “gente” mica a caso: generico quanto basta) si sente in diritto – alcuni addirittura in dovere – di scrivere cose per gli altri, ma gli altri non riconoscono il bisogno di leggere queste cose, figuriamoci se la stessa gente si cimenta nella poesia…
Ma chi ne ha voglia di trastullarsi nella lettura delle poesie di chicchessia e poi magari parlarne bene in pubblico?
Io, per esempio.
Così segnalo, con compiaciuta serenità rispetto alla segnalazione, il libro Temporali di Andrea Bonnin (qui), che è bello per tanti buoni (miei) motivi.
E all’autore chiedo: ma le poesie sono più facili da scrivere o no?
Pubblicato da
cristianaeffe
alle
12:27
0
commenti
Pubblicato da
cristianaeffe
alle
15:06
3
commenti
Pubblicato da
cristianaeffe
alle
17:20
0
commenti
Per il ragionier Fantozzi, una volta andato in pensione, i giorni diventano tutti uguali, eccetto il sabato e la domenica: il fine settimana è la legittimazione sociale del riposo.
Pubblicato da
cristianaeffe
alle
19:33
3
commenti

Pubblicato da
cristianaeffe
alle
16:57
0
commenti
Pubblicato da
cristianaeffe
alle
15:12
3
commenti