mercoledì 6 agosto 2008

Preghiera estiva

«Ils n'ont pas compris-et je me dis parfois que je me suis mal fait comprendre».

Sarà così; così come disse Camus in giro per Vicenza. Se gli altri non capiscono è forse colpa nostra che non ci siamo fatti capire, anzi, che ci siamo fatti comprendere male.
La cosa vale anche quando sono io a non capire, certo. O no?
Non ne vengo a capo.
Soccorrimi e illuminami tu, Albert, signore della chiarezza.

martedì 29 luglio 2008

Leonard

Tra gli impossibili lavori alternativi che vorrei fare – subito dopo la copywriter di pubblicità della Lidl – domenica sera si è aggiunto anche la corista di Leonard Cohen al Summer Festival di Lucca. Certo, si tratterebbe del lavoro di una sola giornata, ma sicuramente sarebbe foriero di grandi soddisfazioni. Ad esempio, potrei indossare una camicetta bianca con le maniche corte a palloncino e un elegante gilet nero, e duettare con Cohen sulle note di I'm your man. Cose non da poco, insomma. In ogni caso, io c'ero e tanto basta. E avanza pure. Serata memorabile, voce indimenticabile.


venerdì 18 luglio 2008

Cardamomo

Ci ho provato: l'ho mangiato intero, ho tentato di succhiare i semi, ho mangiato i semi, ho sputato i semi. Prima del caffè, dopo il caffè. Niente.
Stamattina ho visto C., nella sua casa luminosa e con la faccia distrutta dall'incidente, che ha messo un semino nella caffettiera. Mi è piaciuto.
D'ora in poi lo farò anch'io così.
A ogni modo, grazie per quel sacchetto di semi di cardamomo che non conoscevo.

mercoledì 16 luglio 2008

Auto-coscienza

Il fatto di rendere pubblico qualcosa (la scrittura in primis, poi le immagini, la voce) ha a che fare con una sottile forma di autoritarismo inquietante, come tutte le prese di posizione indotte, che assume contorni grotteschi se il veicolo di pubblicazione è la rete.
I risultati sono vari: si passa dalla velocità di comunicazione al fraintendimento facile, dalla vicinanza coatta (la possibilità di essere sempre presente – on line – anche per gli altri) all’assenza fisica, dalla condivisione aperta alla legittimazione del giudizio. Chiamerei tutto ciò A.P., “Autosputtanamento Pubblico”.
È facile dire che non tutto quello che è messo in mostra merita la nostra visione: è come far finta di non leggere le scritte sui muri dei bagni (pubblici, appunto) quando siam seduti sulla tazza, o spergiurare di non aver dato un’occhiata ai voti degli altri compagni di classe nel giorno dell’esposizione dei quadri. I nuovi muri sono i desktop, i dashboard, gli album, le pagine, le bacheche virtuali, così poco vincolati da un comune senso del pudore (ma basterebbe solo dal buonsenso) da risultare quanto meno molesti.
Le attrattive sono sotto gli occhi di tutti, inutile elencarle. Il vero problema dell’A.P. sta in quell’“auto-”: liberi di scegliere, questo sì. Non c’è età che tenga.


martedì 15 luglio 2008

Piccole cure

Il bagnetto a K., prima della sua partenza per le vacanze estive (sua, sia ben inteso: io rimango a casa), si articola in tre fasi: insaponamento con original-Marsiglia, risciacquo e asciugatura al sole.




Il miscuglio di Marsiglia e pelo di cane bagnato è controproducente per chiunque si avvicini al cane per le successive 48 ore. Ma ogni promessa è debito: mi prenderò cura di te, dissi. Detto e mantenuto, come sempre!

martedì 8 luglio 2008

Passi falsi?

A "un, due, tre... stella" (ma potrei sbagliare) il passo del gambero era quello che ti faceva andare avanti di uno e indietro di due.
Ma non fai prima ad andare indietro di uno?
No, così c'è l'illusione di essere andati avanti un po'.
Aspettavo gesti buoni, occhi diversi che trovano belle le stesse cose che a me piacciono di me (occhiaie, piedi, il mio..., il), ho aspettato ancora perché son prudente. E poi il passo del gambero, uno avanti e due indietro, ma comunque sempre indietro di uno.

sabato 5 luglio 2008

Laurea

Per me, sprovvista quasi totalmente di memoria storica, l'idea di riuscire a fissare precise immagini a una data che ricordo è roba non da poco. Cinque anni fa (e ci penso ogni anno), a quest'ora, ero ubriaca e festante, sempre triste, ma festante. E tanto basta a rimettere insieme nella mia testa altre visioni che, altrimenti, avrei scordato. Mi pare già una vita fa.

giovedì 3 luglio 2008

Ingresso di casa (non la mia)




Non sarà un orribile gatto in ceramica a darti il benvenuto. Si sta bene: nel cortile di Palazzo Carignano, ieri sera, riesco a mettermi anche il maglioncino. In sottofondo cose che mi piacciono, Carver e Baker, Irene che è tornata da Parigi e altri pensieri per la testa, un nuovo nome, voglia di un viaggio, di bere bene. Che cosa stai aspettando? Il gatto, prima o poi, lo rompo.

domenica 29 giugno 2008

Tabula rasa

Un paio d'anni fa, dentro un'aula colorata in cui non mi sentivo più studente, ebbi una discussione con una donna ottusa (di aspetto e di lingua). Parlai per mezzora senza alcun risultato. Non capiva, i piani del dialogo erano troppo distanti.
Non ho mai pensato di esser stata poco chiara né, tantomeno, di non aver avuto ragione.
La conferma è arrivata pochi minuti fa, leggendo, invece d'ascoltare una voce esclusiva. Il risultato sarebbe stato meno pesante.

mercoledì 25 giugno 2008

Ieri

24.06, Torino - h. 22.30

Sì, più o meno così vanno le cose, e chi c'è c'è.
Ci sono io, le mie intuizioni folgoranti (la voce dello speaker sicuramente è quella di un attore di Centovetrine, la telenovela piemontese) e i desideri che i fuochi d'artificio mi scatenano in testa, come le ciglia che cadono: desidero la riservatezza, la guarigione. La complicanza, quella c'è già.

mercoledì 18 giugno 2008

Poesia per Tom

Oh Tom,
cantore di barboni, di stanchi senzatetto,
degli ubriachi della vita,
dei disillusi che speri non cadano in amore per te,
dell'erba verde, del giorno dopo domani,
dei circhi e del bourbon,
perché mi vuoi far pagare quel salasso di biglietto a 140 euri, che è una vita che aspetto di ascoltarti dal vivo e, oltre a non potermelo permettere, non trovo un cane disposto a venire con me, perché è davvero troppo caro?

sabato 14 giugno 2008

Dopo che

Dopo l'ennesima multa, 160 € e 5 punti in meno,
dopo il primo bagno dell'anno e un inizio di tempo bello,
dopo un aulin per il dolore a un dente,
dopo l'ultimo caffè della giornata,
mi ascolto ancora i Massimo Volume, spengo il mac e provo a ripartire.

giovedì 12 giugno 2008

Luiz

Per poco non finiva nelle mani sbagliate, invece è caduto nelle mie, come il tuffatore dallo scoglio di La Quebrada, ad Acapulco.
Luiz Schwarcz, Elogio della coincidenza (Feltrinelli 2008) è il primo libro "per adulti" di questo scrittore brasiliano che in passato ha scritto solo per bambini: sono undici racconti piacevoli, ironici e asciutti quanto basta per piacermi. Due, in particolare, ho trovato molto belli: "Settimo piano" e "Il lato sinistro del letto". Il primo racconta di una bambina che dal settimo piano di casa sua è alle prese con una strana propensione alla ricerca di coincidenze. La superstizione infantile si mescola a un innato senso di responsabilità che poi, chissà perché, svanisce (ma questo lo dico io).
Il secondo è una ben celata rilettura del mito più bello che ci sia (anche questo lo dico io), Orfeo e Euridice. Orfeo qui, però, non richiama la sua Euridice e non fa niente per trattenerla; preferisce rimanere lì, come ha sempre fatto da una vita.

 «Nel mio caso, non esiste redenzione per amore, o quella grandezza di sentimenti che precede la tragedia finale. Continuo a restare seduto sul lato sinistro del letto, con il lato destro tutto in ordine, senza alcun segno del passaggio di un'Euridice, da qui.»

lunedì 9 giugno 2008

Che cosa ci salverà?

Il contrario della bellezza è la volgarità, almeno a casa mia.
Col brutto ci puoi scherzar su, girare la faccia dall'altra parte e lamentarti perché le tue lenti da ipermetrope ti fan vedere troppo bene. La volgarità è più insinuante, alle volte seduttiva e mistificatoria.
Se ti vedo star male a tavola o ti sento alzare troppo la voce, mi volto e ti guardo purtroppo.
Alla fine, è vero, forse è la bellezza che mi porterà via di qui. O, perché no, le persone troppo volgari, che mi fan pensare al meglio che c'è intorno.

mercoledì 4 giugno 2008

Rebus

Scopro che Paolo Conte fa la Settimana Enigmistica come me, che la gelosia è una brutta sensazione di fastidio epidermico (come il prurito), che il sonno è l'altra metà della nostra vita e che la consapevolezza non sempre è un bene. E tutto questo solo nell'ultima settimana. 

Prevedo grandi passi in avanti nei prossimi giorni.

giovedì 22 maggio 2008

E' morto Regan?

E' vero che mia madre vive in un mondo di nuvole e confusione, ma un paio d'anni fa, quando sentì in televisione che Ronald Regan era morto, guardò me e mio padre stupita e ci disse: "E' morto Regan?". La domanda, a ripensarci, fa ancora ridere adesso. Regan morì nel 1989.

E' vero però che ci sono personaggi astorici che anche per me potrebbero essere in vita da sempre o già morti da anni. Due per tutti: Leonard Cohen e Bob Dylan.
Suoneranno rispettivamente, a breve, a Lucca e Chatillon. L'intenzione di andarli a sentire sarà motivo di una definitiva presa di coscienza della loro esistenza.

martedì 20 maggio 2008

Fili rossi

Son due settimane che ricorre lo stesso vino, un traminer, nei miei bicchieri e nei miei discorsi. Con facce e stati d'animo differenti davanti a me. 
C'è un bicchiere fresco e fruttato che sorseggio calma, pensando che vorrei essere in riva al mare in quel momento; c'è quello caldo e secco, che mi fa male alla testa e mi fa ritornare a quel che volevo solo pochi mesi fa e che resiste. C'è quello accennato e immaginato, che non ho mai bevuto.

martedì 13 maggio 2008

Breve cronaca senza importanza dei miei quasi cinque giorni di Fiera del libro

Quasi cinque perché in realtà sono stati quattro, visto che la Fiera ieri è finita e ieri me ne son rimasta a casa.
Non mi è restato granché in testa, a parte la lunga camminata sotto il sole delle 17.00 di sabato per raggiungere un autobus in corso Unità d'Italia, un certo dolore ai piedi, un pass espositori e sei libri nuovi di zecca.

mercoledì 7 maggio 2008

Place to be

Nella mia cameretta milanese usavo come abat-jour un mappamondo luminoso. Allepoca avevo cinque anni e conoscevo la grafia solo di tre parole; sapevo, però, che da grande sarei andata a vivere in Ciad. 
Ciad” era così simile a ciao (una delle tre parole di mia conoscenza), e lidea che esistesse un luogo di cui potevo leggere il nome mi rassicurava. 
Oggi come oggi sono certa che in Ciad non andrò mai ma, allo stesso modo, il nome del posto dove starò vorrei leggerlo a chiare lettere. 

martedì 29 aprile 2008

Life

Da piccola ero un'appassionata di giochi in scatola. Ogni occasione in odor di regalo diventava la data giusta per riceverne uno. Ne ho di tutti i tipi: dai classici (Monopoli e Risiko) ai più sofisticati (possiedo persino un Innamoramento e Amore, liberamente tratto dal libro di Alberoni). Ma il mio preferito era, e rimane, Life-Traguardi della MB.
Life è un percorso virtuale (cartonato semplice) di un'ipotetica vita, in cui il giocatore parte da solo – su un'automobile, però, non a piedi – e a poco a poco raggiunge i suoi traguardi che si palesano come: titolo di studio, scelta del lavoro, matrimonio, figli e alla fine la CASA, che sarà la piccola abitazione in campagna o il mega villone appena fuori città.
Il bello del gioco è che c'è sempre la doppia scelta: una specie di sliding doors tridimensionale; ti assumi tu rischi e pericoli della strada presa, con l'unica incognita della "ruota della fortuna".
Tu giri, ma alla fine è lei che sceglie per te.
Tutto come nella vita vera: uno sfondo di cartone, un'automobile, tu e la tua ruota della fortuna (gli altri).

sabato 26 aprile 2008

L'uomo della televisione

Pensate a trovarvi un buon marito e un buon padre per i vostri figli. Ora come ora desidero molto meno, che però è sempre troppo. Voglio l’uomo della televisione, punto e basta. 
È lui il mio principe azzurro, che arriva alla sera a casa per farmi compagnia sul divano e al mattino riparte, ma poi ritorna. Non sono mica garanzie da poco, tutto il resto non conta poi così tanto.

giovedì 24 aprile 2008

Smog

Left only with love

I'm left only with love for you
You did what was right to do
And I hope you find your husband
And a father to your children

'Cause I'm left only with love for you
You did what was right to do
And I hope you find your husband
And a father to you children

When I lost you
I lost my family
You did what was right to do
And I hope you find your husband
And a father to your children

'Cause I'm left only with love for you
You did what was right to do
An I hope you find your husband
And a father to your children

lunedì 14 aprile 2008

The dreamer

Wim Wenders ha dichiarato di ascoltare almeno mezzora al giorno di Fabrizio De André e di possedere un i-Pod solo per tutta la sua discografia. Non so, però, se al buon caro Wim sia mai capitato di sognare quello che ho sognato io la scorsa notte.
Alcuni uomini si sono intrufolati nel mio bilocale torinese con l'intento di rubare una musicassetta contenente l'ultimo brano inedito di De André, intitolato Il dragone rosso, non so per quale motivo in mio possesso. Gli uomini hanno trovato la musicassetta e l'hanno messa in un mangianastri. La cosa bella è che la canzone è davvero partita nel sogno, parole e musica, tutto quanto. Purtroppo al risveglio ho ricordato solo il titolo. Titolo che, a occhio e croce, De André mai avrebbe dato a una sua canzone.

domenica 13 aprile 2008

Fiducia

Il motivo per cui sabato mattina ho preso l'auto e mi sono messa in autostrada è perché ho ancora la residenza a Ovada, e lì mi tocca andare a votare. Altrimenti sarei volentieri rimasta a casa a dormire tutto il fine settimana. Pioveva; al curvone di immissione in autostrada ho perso il controllo della ka, che ha iniziato a roteare su se stessa. Il tir che avevo dietro di me, non so come, ha sterzato e non mi è venuto addosso. Io sono finita a cinque centimetri dal guard rail, in direzione opposta al senso di marcia. Ho perso totalmente il senso dell'orientamento, mi veniva da piangere. Sarebbe stato assurdo se mi fossi fatta anche solo un graffio, visto lo scopo del mio viaggio. Così ho promesso: deludetemi ancora una volta e non mi avrete più. Astensionista a vita.

mercoledì 9 aprile 2008

Opportunità

Leggo il post di G. (qui) che impara a tuffarsi, a entrare nell'acqua come dio comanda. Il mio primo tuffo fu a sei anni (più o meno), con Marcello che mi seguiva con lo sguardo e mi dava le dritte giuste. E io ferma impalata, per ore, che avevo paura dell'impatto. M. si stancò e mi disse se hai voglia buttati, non so più che cosa dirti, affari tuoi. Girò la testa e io mi tuffai.
Le opportunità sono così: arrivano, non le riconosci subito. C'è chi ci rinuncia in anticipo, chi le coglie nel momento sbagliato (quando l'altro gira la testa) e chi si butta e basta, e prende tutto il bello che ne viene. Come dopo un tuffo.

martedì 8 aprile 2008

senza titolo

Abbracciati stretti, il ragazzo e la ragazza si mossero giù per il vialetto. Ballavano. E quando finì il disco, ne misero su un altro, e quando finì anche quello il ragazzo disse: “Sono ubriaco”.
La ragazza gli disse: “Ma va’ là che non è vero”.
“E invece sono ubriaco”, disse il ragazzo.
L’uomo mise su l’altra facciata del disco e il ragazzo disse: “È vero”.
“Balla con me”, la ragazza disse al ragazzo e poi all’uomo, e quando l’uomo si alzò, lei gli si avvicinò a braccia spalancate.

“C’è della gente laggiù che ci guarda”, disse lei.
“È tutto a posto”, rispose l’uomo. “Questa è casa mia”, disse.
“Che guardino pure”, disse la ragazza.
“Proprio così”, disse l’uomo. “Credevano di averne viste di tutti i colori, qui. Ma una cosa del genere non l’avevano ancora vista, eh?”, disse.
Sentiva il fiato della ragazza sul collo.
“Spero che il letto le piaccia”, disse.
La ragazza chiuse e riaprì gli occhi. Spinse il viso contro la spalla dell’uomo. Lo strinse ancora di più a sé.
“Lei dev’essere disperato o qualcosa del genere”, disse.

[…] Non smetteva di parlarne. Lo raccontava a tutti. C’era qualcos’altro da dire e lei tentava di tirarlo fuori. Ma dopo un po’ smise di provarci.

R. Carver, Di cosa parliamo quando parliamo d'amore, minimum fax, Roma 2001.


lunedì 7 aprile 2008

Cosa ti aspetti?

Le aspettative sono strani miscugli di attesa e illusione, di fiducia ben riposta e fantasia. A esser forti le vinci facilmente, le soffi via e ci sputi sopra. Ti prendi solo quello che c'è, senza intrusi e ripensamenti.
A esser forti, appunto...

venerdì 28 marzo 2008

La televisione per me

Preciso che non faccio parte di quella larga schiera di persone che dicono di non guardare la televisione: possiedo un LCD di grandezza proporzionata alle dimensioni di casa mia e guardo la tele quando ne ho voglia. Se ho del tempo libero, non è vero che mi butto subito su un bel libro e non ho mai affermato che «piuttosto di accenderla o di guardare quel programma lì, mi leggo il quotidiano». Cose che faccio (tutte), ma non in alternativa.
Non può che rendermi felice, quindi, la ripresa di Forum all’ora di pranzo, su Canale 5. Ottimo programma di accompagnamento dei miei scialbi pasti casalinghi.

mercoledì 26 marzo 2008

Corporativismi

Tra i mille e più comportamenti umani che mi irritano, a vincere il premio dell'indisposizione è quella tendenza così indulgente e poco ironica, tipica di alcune donne, a fare gruppo, all'ammiccamento e all'intesa su questioni per l'appunto "femminili" (vedi l'istinto materno, il parto, la depilazione, il ciclo mestruale eccetera eccetera). Quando, qualche sera fa, è venuto fuori il discorso su quello strano aggeggio (il Mooncup) che dovrebbe facilitare la vita delle signore fecondabili, per fortuna non ero in un circolo femminile, ma in un bar a bere birra.
Adesso non so se è quello che si beve o i posti che si frequentano a cambiare le condizioni di una conversazione, sta di fatto che se un orribile oggettino di gomma si propone di migliorare qualche mia giornata al mese, voglio almeno che sia altamente inquinante.

mercoledì 12 marzo 2008

Microcosme recherche

Se il tempo mi sfugge, alla ricerca di nuovi stampi, lo spazio ce l’ho tutto qui, in questi 3 m2 di bianco tavolo ragusano, di rosso poggiaculo a rotelle e di candida scatola magica. Ho buona musica, amici, lettere, telefonate, avvincenti letture e calendari. Tutto quello che mi serve, ma non mi basta.
Voglio una Marlboro rossa di M., una birra ghiacciata con D., voglio S. che mi prepara la cena e poi vorrei te qui con me, guarito e pulito, nei miei tre metri quadrati.

lunedì 3 marzo 2008

Giovanni

Quanto mi piacerebbe poter scandire il tempo sulla base di un mio metro personale, rimandando non ai secondi, alle ore o agli anni, ma a punti di riferimento più concreti e meno evanescenti. Come l'uscita di un nuovo modello di auto. Se il mio sistema temporale fosse scandito da ogni nuova BMW che esce, per esempio, forse sarei una persona differente, di certo più ricca.
Tutto ciò per dire che Allevi iniziò a piacermi sentendo la musica di uno spot della BMW girato da Spike Lee (Come sei veramente). E che al mio concerto in solitaria, venerdì, ho applaudito quel pezzo più degli altri.

martedì 26 febbraio 2008

Seconda poesia del mese di febbraio

Ricevo oggi, sulla casella di posta della redazione, una mail con questo oggetto: "la seconda poesia del mese di febbraio". E una poesia di Raboni... ma che strano. Condivido.
Imitazione

Hanno gli squamosi, guizzanti pesci, giù
nelle loro dimore senza fuoco
notizia del calar della notte? Forse no.
Ma chi in terra cammina
e tutti coloro cui le penne
danno la piena libertà del cielo
mutano modi all’imbrunire,
dando retta ciascuno ad una sua
curiosità di specie. Più comune è che il moto
s’attenui, e gli altri sensi, ma non mancano
stravaganti eccezioni: così il gatto
e il gufo, non appena
cede il giorno alle tenebre, più grandi
fanno i loro pensieri, e per dar vita
o toglierla
si mettono in cammino.


Giovanni Raboni

giovedì 21 febbraio 2008

Carlotta

S., lucida e ferma; G. piange, invece, e non riesce a parlare al telefono. Io, il solito miscuglio di loro due; i lati deboli di entrambi. Come il naso e il colore degli occhi del genitore sbagliato, al contrario. Ma va bene così oggi.

domenica 17 febbraio 2008

Applausi

Le azioni e i gesti spontanei, soprattutto quando sono corali, dovrebbero sempre avere una durata limitata, altrimenti subentra quel minimo di ragionamento rispetto all'atto compiuto che lo fa apparire buffo e insensato.
Venerdì applaudo un mirabile Dave Liebman che suona sulle immagini di The Whispering Chorus, film muto del 1918 di C.B. DeMille. Ieri applaudo gli attori di Noccioline, opera di Fausto Paravidino, e puntualmente mi viene da ridere.
Sarà l'approvazione uniforme, la banalità del movimento, il consenso che si fa sonoro... non so perché, ma gli applausi mi fanno ridere.

martedì 12 febbraio 2008

Woody

Parecchio tempo fa sul Corriere della Sera, Giovanni Raboni scrisse un articolo per me memorabile sulla sua non-così-folgorante passione per Woody Allen e, in generale, sulla difficoltà che si prova ad ammettere una mancata condivisione di giudizi praticamente inattaccabili (Woody Allen è un genio).
Dopo aver letto il pezzo di Raboni, anch'io a cuor leggero mi sono sentita di dire che, in fondo, a me W.A. non ha mai fatto impazzire, non ha mai fatto così tanto ridere e non è uno dei miei registi preferiti.
Dopo la visione di Sogni e delitti (altra pessima traduzione di un titolo che poteva rimanere tale, Cassandra's dream), però, non so più se rimanere di questo avviso. Se Match Point aveva stravolto per qualche giorno la mia immacolata coscienza, Sogni e delitti forse fa qualcosa di più. L'impianto articolato come una tragedia greca, il finale shakespeareano, la vittoria assoluta dello zio Howard: tutto ruota intorno a una concezione della morte come salvifica in un senso talmente poco cristiano, che di più Allen proprio non avrebbe potuto rendere.
La morte, infatti, non salva te stesso, ma gli altri. E lo fa non tanto portandoti via da una realtà maledetta, ma semplicemente annullando la tua presenza in terra.
Solo se non ci sei io posso vincere e starmene finalmente in pace.

domenica 3 febbraio 2008

Déjà vu

Leggo il giornale e scopro oggi che cosa mi ha destabilizzato della visione di Cous Cous di Abdel Kechiche: non sono state le due ore e mezza di film, come pensavo all'uscita dal cinema, bensì quella ambientazione a me così familiare eppure lontanissima. La vicenda si svolge infatti a Sète che, oltre ad essere un'anonima cittadina portuale, dall'aria un po' rude, della Linguadoca francese, è anche il posto che accoglieva le mie inutili passeggiate invernali del 2001. Già visto, già dato.

giovedì 24 gennaio 2008

Romanticherie

Qualche mese fa (ma potrebbe essere anche un anno fa), su una rivista femminile (non ricordo quale) c'era una specie di sondaggio sulle nuove serenate: in pratica quale sarebbe la canzone che le donne di oggi vorrebbero fosse loro dedicata. Anche sul risultato ho ricordi piuttosto vaghi; mi sembra che avesse vinto I will always love you di Whitney Houston e ricordo pure che tra i titoli impensabili (I will always love you???) compariva un'unica, degna di nota, One degli U2.
Inutile dire che, pensa che ti ripensa, alla fine anch'io sono arrivata alla mia serenata e, romanticamente, dico Gelato al limon di Paolo Conte. Le prime due strofe mi farebbero capitolare come una cretina.

P.S. Considerando la poca attendibilità dei dati forniti, siete tenuti a considerare questo post tendenzialmente falso.


domenica 20 gennaio 2008

Il giorno del sole

In realtà qui c'è una nebbia fitta e nulla per cui essere contenti...

mercoledì 16 gennaio 2008

Pag. 8

Sono solo a pagina otto di una giornata di gambe incrociate e un possibile inizio di mal di schiena, che già Philip fa il suo dovere con la sua scrittura così asciutta eppure evocativa. E' come trovarsi di fronte a una di quelle persone schive e diffidenti che aprono bocca solo per stupirti, nel bene e nel male.
Vivere da solo mi permetteva anche di esprimere i sentimenti che provavo veramente, senza dovermi nascondere sotto una maschera virile o matura o filosofica. Da solo, quando avevo voglia di piangere piangevo, e mai ne ebbi più voglia di quando tirai fuori dalla busta la serie di immagini del suo cervello [...] solo perché era il suo cervello, il cervello di mio padre, che lo spingeva a pensare nel modo brusco in cui pensava, a parlare nel modo enfatico in cui parlava, a ragionare nel modo emotivo in cui ragionava, a decidere nel modo impulsivo in cui decideva. Questi erano i tessuti che avevano prodotto la sua serie interminabile di preoccupazioni e sostenuto per oltre otto decenni la sua testarda autodisciplina, erano l'origine di tutto ciò che, quand'ero il suo figlio adolescente, mi aveva tanto frustrato, la cosa che aveva determinato il nostro destino quando lui era onnipotente e decideva per noi.

P. Roth, Patrimonio. Una storia vera, Einaudi, Torino 2007.


lunedì 14 gennaio 2008

La quadratura del cerchio


L'impazienza che mi contraddistingue (soprattutto nei tempi brevi: l'attesa del doppio flash delle macchine digitali, l'asciugatura dello smalto sulle unghie, l'ebollizione dell'acqua per la pasta), mescolata a una pigrizia ingestibile, forma un connubio a volte dannoso: io lo chiamo "tendenza alle forzature". In pratica, cerco a tutti i costi di far andar bene cose che, secondo le leggi della fisica (o del buon senso), mai potrebbero funzionare. Sarà che in fondo sono pure idealista, o forse ieri sera avevo solo bevuto troppo, ma prima o poi troverò il modo per far stare una abat-jour, dal filo corto, sul mio comodino, troppo lontano dalla presa della luce, senza che si rompa in mille pezzi, ogni volta.

lunedì 7 gennaio 2008

30 febbraio

Per ricominciare al meglio, compio tutta una serie di azioni (alcune necessarie, altre solamente celebrative del nuovo anno) che mi fan stare meglio. Nell'ordine: vado al cinema a vedere un film leggero, girato bene e divertente (Lars and the real girl), pulisco casa, indosso un bellissimo abito che mi sta bene, tolgo le lucine di Natale (in realtà questo un poco mi dispiace), riprendo in mano la mia super connessione Internet velocissima, compro il Moleskine grande, mi faccio da mangiare e acquisto il biglietto per il concerto di Allevi (ci andrò da sola e ai miei amici, che mi chiedono quando sarà, riesco a rispondere il 30 febbraio).

venerdì 4 gennaio 2008

Fini teorie

La mia fine teoria sul fatto che i milanesi siano i meridionali del Nord (già discussa con Ale, siciliana e vera nordica del Sud) trova conferma ogni anno nel periodo natalizio quando, per una logica da palinsesto televisivo che non capisco, vengono riproposti i film di Renato Pozzetto. Nel giro di tre giorni riesco a vedere ben quattro suoi film, tra la7 e Sky, che conosco praticamente a memoria, ma che mi fan ridere ogni volta. Pozzetto incarna la milanesità bella e buona, generosa e dai toni sempre un po' troppo alti. Quella che mi piace, quella di prima che arrivasse l'Amaro Ramazzotti a rovinare tutto.

giovedì 3 gennaio 2008

Abbaino

Tutta questa neve fa della mia camera ovadese una stanza buia. Ho dormito troppo stamattina perché sembrava ancora notte, e il pomeriggio di lavoro ininterrotto mi è parso una serata a Torino, davanti alla mela luminosa, a rivedere e correggere parole di altri.
Oggi son quelle di Paulo Freire, che racconta cosa significhi vivere da esiliati in una maniera che mi commuove (va beh che oggi mi commuovo facile). Gli mancava l'ossigeno brasiliano: a La Paz l'altitudine è violenta, la nostalgia pure quando si è lontani da ciò che si ama.
«Il mio corpo si muoveva di nuovo come prima, facilmente, in fretta, senza sentire stanchezza. A La Paz, portare un pacco, anche piccolo, esigeva uno sforzo straordinario da me. A 43 anni mi sentivo vecchio e spossato. Ad Arica, e il giorno dopo a Santiago, recuperai le forze e tutto avvenne all’improvviso, come per magia. Viva l’ossigeno!
Arrivai in Cile sentendomi pienamente me stesso. Passione, nostalgia, tristezza, speranza, desiderio, sogni infranti ma non sfatti, offese, conoscenze accumulate, negli innumerevoli intrecci vissuti, amore per la vita, timori, paure, dubbi, voglia di vivere e d’amare. Soprattutto, speranza».
Paulo Freire


martedì 1 gennaio 2008

My city

Il mio senso estetico (inteso come la capacità di conoscere cose e persone solo attraverso la percezione, i sensi) è in bilico. Ovvero, non so più se è il caso di considerarlo il miglior metro a mia disposizione. Le città, per esempio: tendono a piacermi quelle brulle, grigie, quelle che non visita nessuno appositamente perché son belle, ci si va per altri motivi. Le preferisco perché quando scovo la bellezza dietro una facciata desolata è una gran consolazione che, per di più, non sono costretta a condividere con altri.
Spesso, invece, brutte città sono davvero solo brutte città, e bisogna destreggiarsi a usarle per quello che ti possono offrire nel momento in cui le abiti.

domenica 30 dicembre 2007

Amaro

Quello che faccio nella vita, in questo periodo, prima di tutto, è leggere. Leggo e scompongo, sistemo, tolgo e aggiungo (quando è il caso). E poi, leggo e giudico, dico quello che penso (forse non tutto). Sto perdendo il vizio di leggere e basta, e un po' mi spiace. E' come ritrovarsi con la bocca impastata di amaro: se ne bevi troppo ti rimane quel retrogusto di medicinale che non si toglie così facilmente.
Buon anno comunque.

sabato 22 dicembre 2007

I libri della civetta

I libri della civetta @ Il Gufo Arci

200 titoli raccolti nel corso degli anni da Gian Carlo Zuccarelli, alla memoria del quale è intitolata la biblioteca: classici della letteratura internazionale, un nucleo di opere dedicato al tema della resistenza e infine una serie di opere in lingua francese. In più, la raccolta dei numeri della “Rivista del Manifesto”.
La biblioteca avrà il compito, come recita il progetto dei Libri in Circolo, di reimmettere nel circuito culturale, per tramite di un dono (dall’abban-dono al dono), i libri dimenticati.
Come ogni dono, i libri qui raccolti (“i libri della Civetta”, per richiamare l’ora serale) si pongono allora al servizio del legame sociale, reinstaurando un anello di condivisione nel quale ciò che circola non è l’oggetto ma il suo potenziale simbolico e, naturalmente, culturale. La cultura come veicolo di cittadinanza e la cittadinanza come veicolo di cultura.
Tutto ciò presso il circolo culturale Il Gufo, in via Mazzini 56/g a Torino. Accorrete!

giovedì 20 dicembre 2007

Toro

Rob Brezsny, da Internazionale, mi suggerisce cose interessanti per la settimana. Sul punto 3, solamente, ho qualche dubbio e chi mi conosce sa perché. Ma farò tesoro di queste parole e mi coprirò di umiltà anche nei prossimi sette giorni.

Ecco alcuni dei modi più piacevoli per far tesoro dei tuoi presagi astrali del momento: 1) trasforma uno dei tuoi cosiddetti passivi in attivo; 2) rinuncia a qualsiasi attaccamento a piaceri e soddisfazioni che tra un anno non significheranno più nulla per te; 3) consenti alle persone di mostrarti come diventare più intelligente, anzi, invitale a farlo; 4) individua con benevolenza i limiti delle persone che ami; 5) cerca di imparare il più possibile da tutto quello che ti lasci alle spalle.


mercoledì 19 dicembre 2007

Martini bianco con succo d'arancia

«A me sembrava che tutto fosse come un cielo di stelle fisse. Solo ora mi rendo conto che le cose cambiano anche quando non vuoi».
(Di: presto saprete chi)

In questa giornata romantica e molto fredda arrivano i primi regali, che sono quasi premonizioni dei giorni che verranno (mi piace pensare così).
Tra questi, il viso incantato di Audrey Hepburn e il libro di strisce di Mr. Wiggles.
Mr. Wiggles è un orsetto molto cattivo, cinico, che schiaccia ogni tabù... Sia per la Hepburn sia per Mr. Wiggles, i miei amici han pensato subito a me, mi han detto.
Il che mi piace molto. Grazie a voi!


lunedì 17 dicembre 2007

Milan-Boca

16.12.2007
Milan-Boca 4 a 2

Non so se è stato più emozionante vedere il capitano sollevare la coppa, domenica intorno a mezzogiorno, o sentire il presidente leggere una lettera scritta al padre anni prima, a Controcampo! Tant'è che abbiamo vinto anche questa volta...

giovedì 13 dicembre 2007

Letti svedesi

Alcune conseguenze di non-azioni (lettere non scritte, telefonate non fatte, parole non dette, baci non dati, libri non letti e basta così, va là) si ripresentano dopo anni in momenti e luoghi inattesi. Tipo a me, stamattina, in ostaggio tra gli arredamenti in betulla dell'Ikea a scegliere regali e visionare letti 140x200.
Buona serata a voi che leggete...

mercoledì 12 dicembre 2007

Caffè

Prima che Alberto mi quereli: la foto è di Alberto, opportunamente (da me) modificata. Mi piaceva molto, anche perché conosco la narrazione che sta alla base di questa immagine, un espresso in un pub di Bruxelles. Si combinava bene, poi, con le righe che volevo scrivere qui, sul caffè, ma che ormai sono state occupate da altre parole e che adesso non hanno più spazio per esistere.
Dico solo che se sto male non ho voglia di bere caffè. E questo è tutto.
© Alberto Quaglia

giovedì 6 dicembre 2007

La titanessa


Più o meno è successo questo: esco di casa alle 22.30 e non c'è più l'auto. Faccio un giro dell'isolato perché una delle possibilità è che mi sia dimenticata dove l'avevo parcheggiata. Ma sono troppo precisa in queste cose: la percentuale di errore mio è bassissima.
Infatti la Ka è in un deposito lontano, in quella parte di Torino che per me non è più Torino (barriera di Milano si chiama) e raggiungerla sarà come sfidare una prova da vera padrona della settimana.
Ce la faccio egregiamente, la Ka è sfasciata, ma la prova è superata.

venerdì 30 novembre 2007

Malinconie protonatalizie




In questa Torino sfocata dalle lucidellacittà e dalla mia impazienza per uno scatto che arriva sempre 4 secondi dopo, cammino e penso al bicchiere che ingurgiterò velocemente prima di prendere l'ultimo 16 del 29 novembre (o il primo del 30). Se fossi rimasta a casa, forse, sarebbe stato meglio. Oggi è una giornata pesante.

lunedì 26 novembre 2007

Ian

Qualche serata fa, St Paul di corso Vittorio: si parla di immagini di guerra. Per la precisione, Ale dice quanto le sia sembrato strano vedere dei filmati della prima guerra a colori. La quadricromia ci restituisce un senso di contemporaneità che è difficile applicare agli eventi troppo lontani.
Io, ad esempio, l'infanzia dei miei genitori me la immagino in bianco e nero.
Quando leggo McEwan, invece, mi capita l'esatto contrario: è come se la sua scrittura velasse la storia, i personaggi, l'intreccio. Tutto in scala di grigio.
Chesil Beach è molto bello. Non so se proprio un capolavoro come si dice in quarta, ma è molto bello.

I. McEwan, Chesil Beach, Einaudi, Torino 2007

venerdì 23 novembre 2007

Mercoledì sera

Da quanto tempo le “storie di ordinaria follia” si sono trasformate in storie di straordinaria follia? Probabilmente da quando esiste Porta a Porta, cosa che nel mio micro-universo temporale significa da sempre.
Non so se sia peggio Bruno Vespa che domanda a Patrizia Pellegrino cosa ne pensa dell'omicidio di Perugia, o Patrizia Pellegrino che si stupisce per presunte tracce di sudore sull'arma del delitto, o Lucrezia Lante della Rovere che si indigna con Patrizia Pellegrino, o io che non riesco a leggere più le pagine di cronaca nera per colpa di Bruno Vespa.

mercoledì 21 novembre 2007

E voi cosa ne pensate del grattacielo a Torino?



Io ne penso bene o, almeno, non ne penso male. Se ne fa un gran parlare qui a Turin: coprirà la vista della Mole, sarà più alto della Mole, spodesterà la Mole? Ma è un palazzone! Progettato dal sig. Piano per di più. Gli oggetti son costruiti per far discutere le persone e cambiano i volti dei luoghi di cui vanno a occupare gli spazi. Voglio Torino con il grattacielo, con tanti grattacieli.

giovedì 1 novembre 2007

Metodi anti-noia

Martedì scrivo ad Andrea per dirgli di smetterla con la sua libreria on-line: ha già compilato 130 pagine e me lo immaginavo, organizzato e felice, a inserire codici ISBN a tutto spiano.
In realtà la mia era solo invidia bella e buona per una metodicità di cui sono totalmente sprovvista. E' una questione di rigore e pazienza, e la noia non arriva.
Così son due giorni che passo davanti allo schermo, digito numeri (fatica abnorme, perché sulla tastiera i numeri sono in fila e le sequenze tipo 9-7-8 puntualmente le sbaglio), e ho terminato solo 13 pagine. Tutto ciò senza aver trovato ancora una logica di inserimento. Inizialmente ho pensato di catalogare solo i libri di Torino, ma avendo scelto di non tenere libri a Torino non avrebbe avuto molto senso.
Poi ho deciso di iniziare a catalogare i libri che avrei iniziato, da quel momento in poi, a tenere a Torino, ma pubblicare la mia libreria con un solo libro mi sembrava troppo degradante.
Allora ho deciso per la pubblicazione solo dei miei testi di filosofia che, però, sono in gran parte a Ovada.
Alla fine, approfittando del ponte dei santi, ritorno a Ovada e mi ritrovo immersa in un’impresa sconclusionata (senza risoluzione), scaffali interi rivoltati e polvere. Un sacco di polvere.

mercoledì 31 ottobre 2007

Titoli



Alla presentazione del nuovo libro di A.B., ieri sera, annoto due cose: vicino a me c'è una pila di libri con un titolo spaventoso (1001 dipinti da vedere prima di morire) che mi suona come una iettatura vera e propria; sul bollino SIAE di Se consideri le colpe il libro compare come Considera le cause, che trovo essere uno splendido errore.
Il libro, a ogni modo, è lieve e molto maschile (nel senso più positivo del termine).

Andrea Bajani, Se consideri le colpe, Einaudi, Torino 2007

lunedì 29 ottobre 2007

Informazione

C'è chi pensa che non si sia mai in esubero di informazioni. Io non sono d'accordo: personalmente farei a meno di una percentuale di notizie, dati, avvisi, note e consigli così estesa da poter rappresentare la conoscenza globale di un'altra persona.
Se siete di diverso parere, vi segnalo il sito pornalizer.
Inserendo semplicemente nome e cognome, ognuno di noi potrà scoprire come verrebbe chiamato se fosse una pornostar.
Giusto per la cronaca io sono Chesty Cheeks.

giovedì 18 ottobre 2007

Nomi e cognomi

Da come mi guarda la gente quando dico «l’ho trovato su Google», capisco che non sempre sarebbe il caso di cercare tutto su Google. Il fatto è che funziona, soprattutto con nomi e cognomi: il numero di pagine in cui compari è direttamente proporzionale al posto che occupi nel mondo (o almeno nel web).
Meno razionale, invece, è la logica della ricerca per immagini, che procede per tentativi, ma se possibile ancora più significativa. Di me non c’è traccia e preciso che sono molto meglio della prima foto che appare (qualora vi fosse capitato di cercarmi).

mercoledì 10 ottobre 2007

I libri di Daniela

Cerco su Google se trovo il libro di Dani, ed esce un invidiabile "I libri di Daniela Ricotta" come secondo risultato della ricerca (a breve dedicherò un post alla logica googleiana).
Il libro in realtà è uno: Il logos, in verità, è amore, Ancora Editore, Milano 2007.
Brava Da, aspetto dedica e libro per la recensione.

giovedì 4 ottobre 2007

The hours

Da qualche mese a mio padre capita una cosa strana: ogni volta che guarda l'ora su un orologio digitale gli appaiono sempre le doppie cifre.
Mi spiego: Giordano sta guidando, si chiede che ore siano, guarda uno di quei maxi tabelloni che segnalano data-gradi-ora e vede 14:14.
Arrivato a casa butta l'occhio sul display della tv e vede 17:17. Che ore sono papà? Sono le 10:10. Sistema il timer del riscaldamento e legge 22:22.
Così da un pò di tempo. Continuamente.
Il mio parere tecnico sulla questione (su richiesta esplicita) è che sorprendersi per gli eventi "fuori registro" generi abitudine.
Vedi quello che sei disposto (propenso) a vedere, scordandoti del resto.


venerdì 28 settembre 2007

Sull'inutilità della foto di Toscani

“Urgenza” mi fa pensare subito a una scena di un episodio di E.R., concitata, con il medico e gli infermieri che corrono per riversare in un tempo molto breve parte delle loro conoscenze su un uomo che sta rischiando la vita, per salvargliela.
E a una conversazione di qualche anno fa con A.P., un mio ex docente. Stavamo parlando di Martin Buber e di come, nolenti, il significato di responsabilità non sia poi così cambiato nel tempo. Tirò fuori la parola “urgenza” raccontandomi di un suo viaggio a Grosseto. Stava raggiungendo il Duomo: ci si arriva tramite una stradina stretta e buia (sembra senza uscita, anch'io ci sono stata e mai ti aspetteresti che di lì a poco ti si apra davanti una piazza e una chiesa gotica). Quando lo vedi provi per un attimo quella sensazione di meraviglia che si sente davanti alle cose che non hai mai visto prima o che ti piombano addosso inaspettate (la Chiara al cinema per il suo primo film o il mio primo tasso davanti a casa l'anno scorso). Te la godi quella sensazione, non puoi fare altro. Non c'è altro da fare.
Eppure A.P. si ricorda di come alcune persone, invece di godere responsabilmente, presero la loro macchina fotografica e scattarono foto. Guardare prima di osservare. Guardare e basta.

lunedì 24 settembre 2007

Proteste

Durante la visione di Espiazione, ieri sera, mi è venuto in mente quando decisi di porre fine alla “spedizione automatica” di Euroclub.
Per protesta a mio padre, che si accaniva a mantenere un abbonamento che io non volevo, evitavo di ordinare i libri sperando che tutti quei Grisham, Follett, Pilcher, King, Asimov, Casati Modignani che arrivavano automaticamente sfiancassero anche lui.
Così non fu.
La casa di Hilde è piena ora di Grisham, Follett, Pilcher, King, Asimov, Casati Modignani mai letti (fatta eccezione per qualche King estivo) con copertine riflettenti e accecanti.
Cominciai così a ordinare un libro a bimestre partendo proprio da Espiazione di McEwan: il titolo mi sembrava significativo.

mercoledì 19 settembre 2007

Elenchi

Ho un po' la mania di compilare elenchi che di solito non servono a nulla se non a farmi pensare all'elenco che ho appena scritto. Ieri sera metto giù, con la penna sulla carta, quello dei libri in prestito, complicato come un gioco enigmistico visto che riesco a suddividerlo in ben quattro sotto-elenchi.
Libri prestati il cui reso devo sollecitare.
Libri prestati che mai avrò indietro.
Libri prestati che mai avrò indietro perché ho avuto altro in cambio (una sorta di baratto).
Libri che mi hanno prestato e che non avranno più indietro perché ho dato altro in cambio (una sorta di baratto).
Il quarto gruppo è il più interessante, primo perché testimonia che io restituisco sempre tutto tranne quando subentra un altro tipo di trattativa, secondo perché mi fa venire in mente che gli scambi sono sempre controversi: non si mai se hai fatto un buon affare.
Tipo vinile di Lino Toffolo, Johnny il bassotto, per Fondamenta degli incurabili di Josif Brodskij.

lunedì 17 settembre 2007

Comicità

Ritorno su un tema che, a quanto pare, mi sta molto a cuore: la comicità nei film per bambini (vedi post). Sabato sera mi tocca Shrek III. Giudizio: brutto.
Segnalo solo due scene che mi hanno fatto sorridere (nessuna risata), mentre Tommaso dormiva già da tre quarti d'ora e la Chiara era, come al solito, ipnotizzata e muta. La prima è quando il principe azzurro prova alcuni pezzi dello spettacolo che reciterà di lì a poco e indossa un paio di scaldamuscoli rosa. I bambini questo particolare non lo notano o comunque non lo trovano buffo. La seconda è quando il mago Merlino, per creare un pò d'atmosfera, mette I just called to say I love you di Steve Wonder. Non fa ridere il fatto che accenda la musica né l'inizio della melodia, ma semplicemente che sia quella canzone. I bambini, però, non conoscono Steve Wonder.

giovedì 6 settembre 2007

Privilegi

Con N. parlo di aerei e dei miei timori che precedono ogni volo. Lui sostiene che è una gran fortuna la mia: avvertire il dubbio di essere molto prossimi al non esserci più è un privilegio per pochi. Dipende da che uso ne fai, dico. Io, di solito, mi trasformo in un super-eroe alle prese con una missione che potrebbe salvare l'intera umanità e mando messaggini affettuosi ai miei cari. E non mi pare una gran risultato.

martedì 4 settembre 2007

Party mix

Quando comprai il mio migliore amico, l'anno scorso a Natale, volli subito provare le mille meravigliose potenzialità di i-Tunes. Decisi di prendere un cd a caso (preso davvero con gli occhi chiusi) e scaricarlo sul mac. Per mia sfortuna il cd era uno dei più inqualificabili in mio possesso (nel senso che non saprei proprio che dire): Poco prima dell'aurora, di Fossati e Prudente, di anni e anni fa. Adesso di musica ne ho accumulata un pò eppure, ogni volta che faccio partire il "party mix" anche per breve tempo, salta fuori almeno un pezzo di quel cd.
Se organizzassi davvero una festa e utilizzassi la mia musica, credo che farei una pessima figura.

giovedì 30 agosto 2007

Bienvenu

Son tornata già da un pò, invero. E scopro che le visite estive al mio blog appartengono a folli ricercatori di Tele-Bubbies e a cittadini della regione Lucania (chi mai sarà?). Cercherò di scovare un nesso tra i due fatti in questi giorni, visto che ogni evento ha una causa e, potenzialmente, è generatore a sua volta di qualche effetto.
Come la mia valigia persa e la mia schiena bloccata.

lunedì 6 agosto 2007

Chiusura estiva

Domani parto, sfidando la mia paura del volo aereo. Questo mio atto di coraggio comporterà conseguente periodo di riposo e momentanea chiusura dello Zoo.
Scrivetemi le cartoline e buon lavoro a voi che non vi fermate.
c.

mercoledì 1 agosto 2007

Amore mio

Non credo di esser mai stata innamorata davvero, forse per finta sì. In ogni caso, a nessuno ho mai detto di esserlo stata. L'amore è selezione ed elezione. E forse è più difficile dire "amami" che "ti amo".
Non è il bel libro di Tiziano Scarpa e Massimo Giacon (Amami, Mondadori, Milano 2007) a suscitare in me tutto questo romanticismo, anche perché l'ho letto quest'inverno. Credo sia solo il caldo.

martedì 24 luglio 2007

Finito

Le case non finiscono di solito, casomai vengono demolite o ristrutturate. Stasera invece finisce davvero l'appartamento del secondo piano, che si porta via una ventina d'anni torinesi, la statua fallica (vedi foto) e il ringraziamento personale di un'apolide come me. Senza quei muri oggi di certo non sarei qui, a pensare che forse qui ci potrei anche restare (salvo imprevisti).

mercoledì 11 luglio 2007

Lavorare stanca

Mentre rifletto se guardare Panarea alla televisione a volume altissimo o ascoltare la musica dei miei vicini di casa a volume altissimo, ricopio qui una breve parte della Lectio Magistralis di Luigi Meneghello, «L'apprendistato», pubblicata sul Domenicale. E ripenso al giorno in cui, tra Malerba e Meneghello, scelsi di leggere il secondo. E al lavoro come costruzione di un capolavoro.
Aveva imparato a tornire da ragazzo a Marano, un paese vicino al nostro, ma naturalmente aveva lavorato anche prima. Sui vent'anni era andato a Verona a fare il suo Capolavoro. Dice che restò impressionato soprattutto dalla bellezza e modernità dei tornii; non ne aveva mai visti di così splendidi, ma si orientò subito.
Il capolavoro che gli diedero da fare era una vite senza fine; preparò il pezzo, misurò, ci fece i segnetti che bisogna farci per tornire una vite senza fine, e a questo punto il capo che lo stava a guardare aveva già capito che era bravo e disse: «Basta così».
Vorrei poter fare così anch'io, se ne avrò il tempo, scrivere qualcosa di veramente conclusivo, magari solo una paginetta, o un paio, ma da scrittore finalmente maturo. E che voi, come già a mio padre i suoi esaminatori, mi diceste: «Ok, basta così».

martedì 10 luglio 2007

Vasco

Per anni ho pensato che ascoltare Vasco Rossi rappresentasse la mia unica caduta nel mondo della musica commerciale, che nella mia testa era popolato da una decina di miei conoscenti (in capo a tutti mia sorella). Ma non è così! E non perché ho ceduto anche a Biagio Antonacci, ma perché Vasco non è commerciale, anche se vende tanto. Difendo lui e la sua capacità di far stare in poche parole eventi e pensieri che anche i più snob vivono o pensano, prima o poi. Mica è così facile.

martedì 12 giugno 2007

Appuntamenti

Un appuntamento cui non manco mai da data imprecisata, salvo rari imprevisti, è quello con La Settimana Enigmistica. Sarà la mia affezione alla rivista, sarà che son proprio brava, il fatto è che ormai non mi sfugge più nulla: risolvo efficacemente ogni tipo di schema, rebus e concorso a puntate. Ma sono le definizioni che descrivono ogni gioco a inorgoglire, più di tutto, il mio ego (basta poco): il "dedicato ai solutori più che abili" è sempre una gran soddisfazione.

mercoledì 6 giugno 2007

Ninnananne

Quando Sonia mi dice che per far addormentare Rachele canta la classicissima Ninna nanna ninna oh, rimango un po' stupita. Per poco, però: la filastrocca è accuratamente modificata con i nostri nomi e io divento quella che porterebbe alla bambina una grande damigiana... Non credo che le ninna nanne abbiano qualche influenza sui comportamenti futuri delle persone, ma mio papà, per farmi calmare, da piccola, mi cantava sempre Se ti tagliassero a pezzetti, e ancora oggi conservo un'icona piuttosto elaborata di quella canzone. Un cielo nero popolato di ragni, lune e semi di pioppo, e brandelli di me che venivano lentamente ricomposti. Non so come, ma l'idea di essere riunita aveva un effetto soporifero sorprendente.

lunedì 4 giugno 2007

In libreria

Entrare in libreria per me è come andare al supermercato: esco solo dopo aver acquistato. Ecco perché venerdì sera, dopo la pizza, nel nuovo (anzi, rifatto) negozio di libri di via Roma compro Un'estate al mare di Culicchia, edizioni Garzanti.
Era lì, impilato, in bella mostra. Era mezzanotte e dovevo andare a casa e non c'era tempo. Ero pure senza soldi, ho pagato 15 euro e 50 con il bancomat.
I miei amici mi hanno chiesto "Perché Culicchia?". Per lo stesso motivo per cui al supermercato esco, quasi sempre, con vasetti di fiori invece della spesa.

giovedì 31 maggio 2007

E-mail

Una settimana fa circa ho spedito una mail sbagliata. Non per il destinatario, ma per la scrittura.
Quando scrivo ho la tendenza a fondere due caratteristiche che apparentemente sembrerebbero inconciliabili, prudenza e istintività. Il risultato è spesso poco agevole e inopportuno per chi legge, ma vi assicuro sempre onesto. Almeno nelle intenzioni. Forse dovrei avvisare il destinatario della mia e-mail.

mercoledì 30 maggio 2007

Antipatie

Telefono.
Rumore di aria e di alta velocità.
Invece era Francesco che mi chiamava dal concerto di Marilyn Manson.
Penso alle due cose, il telefono e Marilyn Manson, all'antipatia (odio è un po' troppo, forse) che mi lega a entrambi, agli strani connubi che a volte si instaurano tra oggetti, eventi, persone.
Anch'io, comunque, chiamo sempre qualcuno dai concerti.

mercoledì 23 maggio 2007

Distributori automatici

Non essendo riuscita a raggiungere Atene, passeggio per Torino, ieri sera, e faccio in tempo a vedere "l'ora blu" in piazza Vittorio, uno spettacolo di artisti di strada sul tema della caduta e uno di quei nuovi spazi, sempre aperti, attrezzati solo con distributori automatici. Distribuzione di coca-cola fino agli elastici per capelli.
Quando l'offerta supera la domanda, ma soprattutto quando la domanda è indotta e non naturale, il risultato è inutile eppure insinuante.

giovedì 17 maggio 2007

Voce

Chi mi conosce sa che io non canto, o canto raramente. Faccio una fatica terribile, modulo male la voce, la sento nelle orecchie, le mie, come quando le si tappa e si comprende un suono che altrimenti solo gli altri riconoscono. Mi vergogno.
La mia unica esperienza in campo musicale risale all’età di sette anni quando, per tre mesi circa, ho fatto parte di un coro che si chiamava “Primavera”. Eravamo una trentina di bambini, tutti vestiti con un collo alto bianco di lana e pantaloni blu di velluto a coste. Solo due solisti e un prete che suonava la fisarmonica per delle cover improponibili dello Zecchino d’oro.
Cantavamo ogni sabato pomeriggio, dalle due fino alle sei, al Paradiso Studio’s, la discoteca di Castelletto d’Orba dove di giorno si ballava il liscio e alla sera la disco music anni Ottanta.
Il coro ebbe un inaspettato successo, tanto che TeleCity decise per una diretta di quattro ore, tutti i sabati dalle due. Un ballo, una canzone, un ballo, una canzone e così via fino alle sei.
In tutto questo, io ero la prima della terza fila dall’alto, a sinistra, e l’unica a non aprire bocca. Muta e impassibile, guardavo chi mi faceva i segni con le dita sulle labbra. La mia presenza andava al di là del fatto che fossi lì per cantare. Mi pareva giusto così, almeno fino a quando mia mamma, sfiancata, me lo impedì.

mercoledì 16 maggio 2007

Comunicazione di servizio

Stamattina ricevo una mail dalla Polizia di Stato, un certo Prisco Mazzi che, senza possibilità d'errore, mi dice di avere scoperto collegamenti dal mio computer che ledono il diritto d'autore. Sono complice di un reato e potrei incappare in una sanzione amministrativa. Lo so che è una bufala, lo so che il mio migliore amico Mac non corre alcun pericolo, ma non nascondo che il mio senso di colpa si è palesato un poco.

martedì 15 maggio 2007

Parole chiave

Seguendo il consiglio del "tanto cosa ti costa", mi sono iscritta ad almeno una decina di newsletter per il cerca-lavoro. Il procedimento è sempre lo stesso: presentazione, inserimento dati personali nel data base, scelta del settore lavorativo e, eccola lì, la parola chiave che, come dice il nome, qualcosa dovrebbe aprire.
Non so cosa di preciso faccia un fresatore, ma dietro alla mia porta, a quanto pare, c'è proprio quello.

domenica 13 maggio 2007

Pulp


Il bianco è pretenzioso, come tutto ciò che può permettersi di non essere definito.
Invasa dal bianco da quattro giorni, ormai la mia testa è inondata da pensieri sulle varie possibilità di imbrattamento, su come potrei sporcare tutto quel non colore e sentirmi meglio. Ovviamente non starò qui a scriverli, farebbero senso anche a me che li ho pensati.

sabato 12 maggio 2007

Calcoli

Le menti matematiche non possono essere contemporaneamente menti logiche. Da mente logica quale sono (nel senso che sono più brava a inferire che a calcolare) mi vanto di avere un buon intuito, soprattutto rispetto alle persone. Sarà per questo che me ne piacciono poche poche. Sarà per questo che devo usare sempre la calcolatrice.

martedì 8 maggio 2007

Angelo


Più o meno un anno fa aspettavo un treno alla stazione di Alessandria si avvicina un ragazzo con la bicicletta si chiama Angelo e vuole fare il viaggio Alessandria-Torino parlando sono diffidente a prima vista non abbiamo niente da dirci non ha il biglietto non paga il biglietto e mi racconta la sua storia la sua storia è bella, profonda. Ci vediamo dopo qualche mese e pensa di farmi leggere un suo manoscritto mi piacerebbe sapere cosa ne pensi ne penso più che bene. Speriamo in bene. Il manoscritto si intitola Prove di emigrazione. Diario di un esilio possibile.

martedì 24 aprile 2007

Bien-être

La mia prima volta in un centro benessere si svolge un pò come tutte le (mie) prime volte: c'è l'inconsapevolezza di quello che andrò a fare mista alla confusione di movimenti e parole. In pratica inciampo su tutto e pongo domande prive di senso. Tipo: "Le scarpe vanno tolte nel bagno turco?" e "Mi devo spogliare per il massaggio?". Ora però son liscia e morbida come un bebè. Grazie amici miei!

martedì 17 aprile 2007

Utilità


Le qualità, e le non-qualità, appartengono alle cose proprio come alle persone. Ecco quindi un post che ha tutte le fattezze di un post utile: domenica ventidue aprile sarà il mio trentunesimo compleanno. Lo scrivo in tempo per chi l'avesse scordato, così mi farete tutti gli auguri.

mercoledì 11 aprile 2007

Giustificazioni

Non occorre vantare una mia approfondita conoscenza per sapere quanto mi illumino ogni volta che si parla, bene, di una certa città. Peccato se ne dica sempre, o quasi, male. Peccato sia uno dei pochi luoghi che si accompagna a vere e proprie perifrasi giustificatorie, garanti di estraneità e distanza, di non-appartenenza o di appartenenza coatta. Come se fosse una colpa venire da lì, come se fosse strano essere felici di venire da lì.

domenica 1 aprile 2007

Reti


La premessa è che ho sempre abitato in case un po’ fuori mano, non propriamente lontane, ma non abbastanza vicine da essere raggiunte a piedi.
Per quello che ne so, le reti semplici sono quelle trame relazionali basate sul principio della conoscenza, con tutti gli annessi e connessi.
Poi ci sono le reti sofisticate, solitamente meno vaste ma più caratterizzanti, costruite su rapporti che vanno al di là della conoscenza o che comunque non la presuppongono come ragione d’essere.
Finalmente ho individuato la mia rete sofisticata: io sono al centro di una maglia di persone che, per motivi diversi (compagnia, piacere, educazione, caso, comodità, attesa…), mi hanno accompagnato a casa. La particolarità della mia rete sofisticata è la quasi totale coincidenza con la mia rete semplice: praticamente un primato.

mercoledì 28 marzo 2007

Legalità

Tutto nasce da un testo apparentemente innocuo, On denoting di Russell, ma nel corso della solita discussione virtuale i toni si accendono: si tirano in ballo Totò, Mr. Bean, l'esistenza del vuoto fino agli insulti personali. Finalmente un pò di brio, anche se il moderatore ha chiesto di placare gli animi, visto che non siamo in tv.
Se fosse legale pubblicherei volentieri risposte e controrisposte.

martedì 27 marzo 2007

Posta

Sono appena arrivata a casa e nella casella della posta ho trovato (io che non ricevo mai posta) un volantino che dice: "La invitiamo a ricordare il più grande uomo che sia mai esistito". E sotto: "Chi è questo grande uomo?", "Perché è così importante ricordarlo?". Ci penserò appena mi metterò a letto. Buonanotte.

giovedì 22 marzo 2007

Vantaggio di non essere figlio unico

Nel 2000, anno in cui ho preso la Kuki, ho scoperto pure un nuovo tipo di bene. L'affetto che si prova per un nipote è la somma di diversi sentimenti, il cui risultato è sorprendente.
C'è l'inclinazione naturale al bene nei confronti di un bambino, più il bene emozionale nel riconoscere in quello specifico bambino anche una piccola parte di se stessi, più il bene riflesso del bene che altre persone (a cui si vuol bene) provano per quel bambino.

martedì 13 marzo 2007

Cancellazione

Aperto il pacchetto appare una pen drive, la chiave della memoria o la penna salvifica (nel senso che salva il tuo lavoro). Mi viene in mente, immediatamente, un aneddoto di Maurizio Ferraris su Jacques Derrida: ossessionato dalla mania del salvataggio, vide quasi cambiata la sua vita con la scoperta del floppy.
Penso pure che a me capita esattamente l'opposto, ovvero la tendenza a cancellare tutto subito con conseguente svuotamento del cestino. Lo spazio virtuale sempre spazio è, e l'accumulazione non mi è mai piaciuta.

lunedì 26 febbraio 2007

David

La visione di Inland Empire scatena tre strani eventi:
1- si parla di abbandono di sala cinematografica: l’ho fatto solo una volta durante la proiezione de La storia infinita 2, mio unico e alquanto mesto tentativo di entrare nel mondo del fantasy;
2- il 18 stenta a portarmi a casa: mi regolo di conseguenza e decido di rimanere nonostante tutti i personaggi che ci sono sopra scendano prima del dovuto;
3- capisco che è ora di cambiare lo stile da bordello francese anni ’50 di camera mia: la luce arancione, il tappeto rosso e l’ingrandimento dei miei piedi sul muro non mi aiutano a prendere sonno.

domenica 11 febbraio 2007

Pagina 116


«Erano ossa e basta, ossa dentro una bara, ma le loro ossa erano le sue ossa, e lui andò a mettersi più vicino a quelle ossa che poteva, come se la vicinanza potesse unirlo a loro e mitigare l’isolamento scaturito dalla perdita del futuro e ricollegarlo a tutto quello che se n’era andato. Per i novanta minuti successivi quelle ossa furono la cosa che contava di più. Furono l’unica cosa che contava, nonostante l’influenza dell’ambiente degradato dove sorgeva quel cimitero abbandonato. Una volta riunito a quelle ossa, non poteva più lasciarle, non poteva non parlare con loro, non poteva che ascoltare quello che dicevano. Tra lui e quelle ossa c’era un rapporto molto stretto, molto più stretto di quello che esisteva tra lui e le ossa non ancora sepolte. La carne si dilegua, ma le ossa durano. Le ossa erano l’unico conforto che esistesse per uno che non credeva nell’aldilà e sapeva con certezza che Dio era un’invenzione e che questa era l’unica vita che avrebbe mai avuto».
Philip Roth, Everyman, Einaudi, Torino 2007.

sabato 10 febbraio 2007

This is my dog


Una delle qualità che più apprezzo nei cani è la loro funzionalità. Il cane nasce con innate capacità di saper fare qualcosa, non fosse altro che compagnia.
Presi con me la Kuki nel 2000, al canile di Modena, e mi dissero che era un cane da cinghiale. A casa mia i cinghiali arrivano solo in determinati periodi dell’anno, eppure ogni sera, puntualmente, la Kuki esce, corre verso il campo e abbaia, spostandosi con movimenti veloci da destra a sinistra, verso immaginari branchi di cinghiali. Esempio di quando l’istinto è anche immaginazione.

mercoledì 7 febbraio 2007

Conguaglio

Operazione di pareggiamento tra la parte mancante e la parte eccedente rispetto a una determinata somma dovuta (voce "conguaglio", De Mauro Paravia). Ora lo so.
Sapere cosa voglion dire le parole ti permettere di decidere se utilizzarle o meno nella tua vita. E io non voglio pronunciare mai più la parola "conguaglio".

mercoledì 31 gennaio 2007

Sandali

Da come si comporta la gente ai concerti si capiscono molte cose. Prima fra tutte in che città ti trovi.
Che non è una gran scoperta se fai parte del pubblico, ma può aiutare l'artista che si esibisce.
Carmen Consoli, comunque, ieri sera aveva fantastici sandali, di velluto, credo, viola scuro, con un tacco alto e abbastanza sottile per quel modello. Bellissimi.

domenica 7 gennaio 2007

Lettera a...

Non so se la mia mania di entrare in contatto con figure quanto meno improbabili (da piccola la Barbie e più di recente i fratelli Carli) abbia radici più profonde del semplice non aver nulla di meglio da fare.
Sta di fatto che il signor Grippaudo (quello dell'orario ferroviario) non mi ha ancora risposto; aspetto fiduciosa e confermo che il catalogo ha una nuova veste grafica che mi piace molto!